mercoledì 10 febbraio 2016
Andrea Galeazzi
Chi è per noi, ragazzi appassionati di tecnologia, Andrea Galeazzi.
Beh comincio col dire che l'ho "conosciuto" per caso, quando decisi di cambiare il mio Nokia C5-03 che qualcuno al centro Tim del mio paese definiva uno smartphone.
A chi chiedere consiglio per comprare un vero smartphone? Alla rete naturalmente!
E allora tra una parole chiave a destra e un click a sinistra mi sono ritrovato a visionare il pagellone di fine anno 2011 di telefonino.net
Eccolo lì, seduto, gambe incrociate e polo grigia, quel recensore milanese che non colpiva solo per l'accuratezza nei dettagli tecnici, ma anche per quella strana sensazione di vicinanza, come se volesse trasmettere la sua grande passione a chi era in ascolto, senza conservare nulla per se.
Per la cronaca poi ho preso un glorioso Galaxy Nexus.
Da quel giorno, complice anche la mia passione per l'informatica prima, l'elettronica in generale poi, sono diventato un suo fan, tanto da leggere assiduamente i siti per cui ha collaborato e seguire i suoi profili facebook e twitter. Pensate che con i miei amici abbiamo creato una chat su whatsapp chiamata "caffè tecnologico" e ci abbiamo messo una sua foto durante una colazione qui in Salento.
Eh già, perché poi quella sensazione iniziale di vicinanza era tutt'altro che sbagliata! Anzi! Il Gale, così come lo chiamano, ha evoluto il rapporto con i suoi fans creando un contatto diretto, fatto di colazioni in giro per l'italia, incontri casuali, lettere e post it.
Oggi finalmente ha un sito tutto suo, andreagaleazzi.com, e la cosa interessante è che dedica una intera sezione ai suoi sostenitori!
Non mi sono sempre trovato d'accordo con le sue recensioni, anzi! Ma sapete, è qui che Andrea Galeazzi stacca la concorrenza: esprime le sue considerazioni senza imporre niente a nessuno, lancia un imput grezzo che ciascuno di noi recepisce e riformula, facendolo proprio!
Non so se avrò mai l'occasione di incontrare dal vivo questo nostro "amico" e consigliere, ma da semplice appassionato di tecnologia spero davvero che continui col suo meraviglioso modo di fare, tessendo e ricamando quel filo non poi così invisibile che lo lega a tutti noi.
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